Reato di negazionismo o meno?

Periodicamente il dibattito sulla necessità o meno di introdurre il reato di negazionismo nell’ordinamento giuridico italiano, torna ad animare il dibattito pubblico italiano. Proprio negli ultimi giorni, due autorevoli testimonianze contrastanti, quella della professoressa Donatella di Cesare, favorevole all’introduzione del reato e quella del senatore Roberto della Seta, contrario a questo provvedimento, hanno ulteriormente rinvigorito questo tema. è necessaria ora una breve analisi per fare chiarezza su questa diatriba. Nonostante la Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2003 ha sottolineato come il negazionismo abbia evidenti scopi razzisti ed antisemiti e nonostante molti paesi europei, tra cui Francia, Germania, Austria, Belgio,Svezia e molti altri abbiano già una normativa che protegga dal revisionismo negazionista, in Italia il dibattito è ancora acceso. I critici di questa ipotetica legge, sostengono che questo provvedimento punirebbe una manifestazione di pensiero e non un azione vera e propria, violando quindi un diritto costituzionale quale è la libertà di pensiero, garantito proprio dall’articolo 21 della stessa. In un ottica liberale, questo è un problema che si ripresenta ciclicamente, poiché un reato di opinione è un attentato alle libertà personali. Questa teoria, è la stessa utilizzata dei detrattori della legge Scelba, cioè quella che punisce l’apologia di fascismo; è vero che bisogna garantire la libertà di espressione, ma di certo non ci si può permettere di sproloquiare su qualsiasi teoria, sperando poi di essere tutelati dagli organi legislativi. La bagarre legata a questa tematica a mio avviso, terminerà solamente quando verrà creata una legge che punisce il negazionismo. Lasciando infatti spazio ai negazionisti o ai sovversivi, si rischia di modificare la visione della realtà, facendo passare per vera una falsità che viene strumentalizzata. La battaglia in primis, andrebbe fatta sul piano culturale, trasmettendo alle nuove generazioni i valori derivati dalla Shoah. L’ostentazione di queste teorie inoltre, minerebbe la nostra memoria storica, i nostri valori costituzionali e la memoria dei discendenti delle persone morte. Proprio perché i discendenti diretti dell’Olocausto con il passare degli anni andranno scomparendo, c’è la necessità di una legge che tuteli questa memoria. Ora che i movimenti populisti e razzisti si stanno diffondendo in tutta Europa, con il conseguente rischio di alimentare il negazionismo e l’antisemitismo, sembra proprio che un provvedimento del genere sia estremamente necessario; è paradossale come a 70 anni di distanza, ci sia ancora bisogno di porsi questi quesitiprofilo

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