Le Maccabiadi, Berlino 79 anni dopo

Il 5 agosto si sono concluse con successo, le Maccabiadi Europee, le olimpiadi ebraiche giunte oramai alla 14esima edizione. Il Maccabi e’ una organizzazione sportiva ebraica mondiale presente in 5 continenti, in più di 50 paesi e conta circa 400.000 membri. In questa occasione, più di 2000 atleti ebrei, provenienti da oltre 36 Paesi del mondo, si sono affrontati a Berlino per salire sui gradini più alti del podio. L’Italia è stata ben rappresentata da circa 70 tra atleti e dirigenti, la maggior parte provenienti da Roma; essi si sono disimpegnati in19 discipline; tra queste il calcetto, la pallanuoto,il tennis, il golf, il triathlon e la mezza maratona. Ogni atleta con orgoglio, ha portato sulla propria maglia, il nome di uno sportivo risucchiato dalla Shoah; dal pugile romano Leone Efrati, che nel ’38 fu vicino alla cintura mondiale dei pesi piuma, al calciatore statunitense Eddy Hamel, vecchia gloria dell’Ajax Anni Venti.
Oltre 2500 persone hanno partecipato alla cerimonia di apertura. In sala erano presenti i protagonisti della competizione. Tutti i gruppi nazionali, hanno partecipato con canti e balli al grande momento di festa; questo incontro è stato un ottimo preludio a questa edizione, già di per sé carica di particolari sfumature storico-identitarie. Questa kermesse rappresenta un significativo momento di incontro non solo interno delle comunità ebraiche,e ma anche tra comunità, istituzioni e società civile.

Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia, afferma: “Si sta costruendo qualcosa di importante e non solo per i risultati sportivi che stiamo ottenendo sul campo; “ I nostri ragazzi “, sostiene ancora Pavoncello, “ siano un esempio per tutti “.
Chi pensa che le Maccabiadi siano solo un evento sportivo, si sbaglia; la competizione e le gare sono state combattute; ma ciò che è realmente significativo è che giovani ragazzi ebrei, tra loro anche nipoti di ex deportati, tornino in Germania a 70 anni dalla Shoah, tanti per la prima volta; la prova tangibile della sconfitta del nazismo e la vittoria della vita sulla morte. Questa edizione è stata quanto mai simbolica; Berlino eredita il testimone da Vienna, sede dei Giochi nel 2011; la scelta delle due città simbolo del Terzo Reich, sta a rappresentare la fine di qualsiasi totalitarismo e la supremazia della democrazia; proprio nella città tedesca essi sono stati liberi di camminare, finalmente a testa alta, senza la vergogna di chi sa di essere considerato diverso e senza la stella gialla cucita sul petto; una piccola rivincita morale.
Proprio in questa settimana, i nostri ragazzi hanno dimostrato sì di essere ebrei, ma soprattutto italiani, cantando con l’orgoglio L’inno di Mameli. Nella nostra mente è impressa un immagine potentissima e commovente; il fatto che essi siano stati liberi di manifestare la propria identità nella città simbolo del nazismo, a 79 anni di distanza dalle olimpiadi di Hitler; proprio nelle strutture del parco olimpico, dove all’epoca sventolavano le bandiere con le croci uncinate, oggi hanno sventolato le stelle di David.
Per la cronaca; con un perentorio 4 a 0 alla Turchia, la squadra italiana di Futsal si è laureata campione d’Europa.
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