Interpretare il giorno della Memoria

Il periodo storico che stiamo vivendo è di difficile interpretazione, ma ciò che sicuramente si può affermare, è che questa società sta affrontando una crisi culturale senza precedenti. In questo clima di intolleranza populista, come può essere interpretata la giornata della memoria?
Ogni anno, come in un copione scritto, le celebrazioni del 27 gennaio si ripetono in modo assiduo e distaccato, come se l’obbligo di ricordare ci fosse stato imposto dalla storia. Le istituzioni che annualmente celebrano questa giornata con gli onori del caso, sembrano quasi costretti dal ruolo istituzionale che ricoprono. Ma il resto dell’anno combattono realmente i fenomeni dell’antisemitismo e del negazionismo?
Questo giorno dovrebbe essere un momento di riflessione e di rievocazione, ma è realmente cosi? Tali ricorrenze saranno fondamentali per la trasmissione della memoria storica, poiché i testimoni dell’olocausto negli anni diminuiranno e si rischierà di perdere affinità con queste commemorazioni. Il rischio è di considerare la giornata della memoria solo una questione privata tra ebrei e tedeschi. Il ruolo delle istituzioni chiamate in causa è quello di garantire e tutelare il ricordo, nonostante la proliferazione di movimenti neonazisti e antisemiti . Ma in Italia ha senso la giornata della memoria, se i reati di apologia di nazismo e fascismo non vengono fatti rispettare ed il reato di negazionismo ancora non è stato introdotto?

Ciò che fa parte dei nostri compiti, è quello di impedire che questo giorno non diventi una semplice routine e che la memoria del mai più, non venga banalmente ritualizzata, ma attualizzata al contesto storico e culturale attuale, considerando l’ebraismo come parte integrante della cultura europea.
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