Esiste ancora l’apologia di fascismo?

Questa immagine diffusa oggi dai quotidiani tedeschi è semplice, ma carica di significato; essa è stata scattata a Freital, una cittadina di 40 mila abitanti in Sassonia. Proprio qui ultimamente, ci sono state numerose rivolte e proteste contro il trasferimento di richiedenti asilo in una struttura cittadina, con tanto di minacce neonaziste e attentato incendiario contro l’automobile di un consigliere comunale del partito Die Linke. La foto in sé rappresenta un poliziotto intento a bloccare un saluto nazista di un pensionato tedesco di 57 anni, contrario alla politica di ospitalità e di integrazione del governo della piccola cittadina. Ora il nostalgico signore rischia un incriminazione che potrebbe costargli fino a tre anni di carcere. Questo semplice episodio, ci dimostra come a distanza di settant’anni , la Germania sia pervasa da un senso di colpa e di imbarazzo di fronte a queste manifestazioni nazi-nostalgiche, che la obbligano a combattere qualsiasi manifestazione che rievochi il triste periodo del nazismo e delle persecuzioni razziali.

Quale è invece la situazione in Italia? Nell’ordinamento giuridico italiano, l’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge del 20 giugno del 1952, detta anche legge Scelba, che prende il nome dalministro degli interni dell’epoca. Questo tipo di reato, è punibile con una pena tra i 18 mesi ed i 4 anni di reclusione. La sopraccitata legge, si prefigge di sanzionare chiunque promuova o organizzi la costituzione di un associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche del disciolto partito fascista, oppure ne ripercorra i metodi e le usanze. Il pericolo di un ritorno del fascismo è quanto mai attuale, anche alla luce della proliferazione dei nuovi movimenti neofascisti; un episodio che conferma questa posizione , è una sentenza della cassazione che nel 2012 ha confermato il giudizio contro nei confronti di due simpatizzanti di un movimento di estrema destra, che avevano praticato dei gesti fascisti, dimostrando come sia attuale il rischio di un ritorno ad un fascismo moderno, quanto mai diverso ideologicamente da quello del secolo scorso. Da un semplice confronto tra i movimenti neofascisti degli anni settanta e quelli attuali, si nota con molta semplicità, come siano cambiate le tematiche su cui agiscono i suddetti movimenti; se nel secolo scorso questi gruppi erano piu idealisti ed agivano ancora secondo la lotta di classe, adesso hanno spostato la loro attenzione su altre tematiche, come la lotta ai stranieri per esempio, cercando l’appoggio politico, attraverso le elezioni e le alleanze con altri partiti razzisti e xenofobi; l’affiliazione a questi gruppi attualmente, sembra più una moda da stadio che una vera appartenenza a questa ideologia, un tema quanto mai attuale, soprattutto nel panorama politico italiano. Tipico atteggiamento all’italiana è il fatto di come, in barba a qualsiasi legge, si speculi ancora sull’oggettistica legata al ventennio fascista e si sia permesso di creare dei luoghi di culto legati a quel periodo storico; un comportamento che la Germania di certo non avrebbe permesso. Proprio alla luce di questi fatti, è necessario tenere alta la guardia, affinchè non si sviluppino ulteriormente i movimenti neofascisti e antisemiti; nel contempo però, bisognerebbe anche che le leggi vengano fatte rispettare; anche se un provvedimento è stato introdotto sessant’anni fa, non è detto che non sia giusto o che si possa tollerare la sua violazione.

Precedente In ricordo di Primo Levi Successivo Wallenberg, un eroe dimenticato